
Vita adulta
Maturità
Presentazione
Tra le più trascurate nelle politiche dei servizi - che hanno sin qui privilegiato, come prevedibile, gli interventi per i minori, gli anziani e i disabili - la condizione adulta, in un orizzonte di crisi economica e sociale, solleva problemi di tutta rilevanza ed evidenza per chiunque intenda operare in una prospettiva di miglioramento dei potenziali di salute.
Sotto il profilo dell’età, intesa non solo in senso anagrafico ma anche della crescita sociale e culturale, sembra opportuno organizzare i lavori di questo gruppo in due sezioni, dedicate rispettivamente ai problemi dei giovani adulti e a quelli della maturità. Nel primo caso, si tratta di analizzare i difficili percorsi dell’emancipazione dalla famiglia d’origine, nella pressoché totale assenza di politiche di accompagnamento all’autonomia (leggasi lavoro, abitazione, facilitazioni nella costruzione di nuovi nuclei , sostegni alla genitorialità ...). Nel secondo caso, la maturità dovrebbe individuare l’età dell’assunzione di nuove e determinanti responsabilità, dall’ambito professionale a quello famigliare e sociale. In realtà, per un crescente numero di soggetti non solo tale condizione appare, più che mai nel nostro paese, irrimediabilmente procrastinata nel tempo, ma in uno scenario di crisi la maturità segna troppo spesso l’ingresso in nuove forme di precarietà e vulnerabilità sociale, tanto che, non di rado, la linea di confine con le cosiddette nuove povertà appare quanto mai sfumata.
Su queste dinamiche si innestano poi le differenze di genere, con un’iniqua distribuzione delle opportunità di lavoro e di reddito, di crescita professionale e di carriera a danno delle giovani donne. Se ne origina una progressiva marginalizzazione ed esclusione anche dai ruoli dirigenziali e di governo. Resta il fatto che, perfino in età matura, non solo le donne non vedono in alcun modo apprezzato il valore economico e sociale del proprio apporto lavorativo e professionale, ma meno che mai vedono riconosciuto il lavoro di cura a beneficio dei componenti non ancora o non più autosufficienti del proprio nucleo famigliare,‘per naturale vocazione’ loro attribuito in una secolare divisione del lavoro tra i sessi .
Si comprende pertanto come, alla luce dei processi pur sommariamente richiamati, i modelli e le strategie famigliari (come pure le scelte di procreazione) tendano oltre modo a differenziarsi,con sensibili effetti di rinvio e di vera e propria rinuncia o rimozione, in una prospettiva di lungo periodo, e con innegabili ricadute sul piano della salute intesa come autentico benessere fisico e psichico. Va da sé che la maggiore pressione dei problemi è a carico dei nuclei monogenitoriali, senza peraltro trascurare tutte le difficoltà delle persone che, per necessità o per scelta, vivono sole.
Documentazione
Attività
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Responsabile: Annamaria Fantauzzi
Componenti del gruppo di lavoro: |