La salute della popolazione non è una questione che riguarda la sola politica sanitaria.
Altre politiche svolgono un ruolo importante, fra cui la politica regionale e ambientale, la regolamentazione dei prodotti farmaceutici e dei prodotti alimentari, la salute degli animali, la ricerca e l'innovazione in materia di salute [...]


Un impegno comune per la salute: Approccio strategico dell'UE per il periodo 2008-2013
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Vita adulta
Maturità


Presentazione

Tra le più trascurate nelle politiche dei servizi - che hanno sin qui privilegiato, come prevedibile,  gli interventi per i minori, gli anziani e i disabili - la condizione adulta, in un orizzonte di crisi economica e sociale, solleva problemi di tutta rilevanza ed evidenza per  chiunque  intenda operare in una prospettiva di miglioramento dei potenziali di salute.

Sotto il profilo dell’età, intesa non solo in senso anagrafico ma anche della crescita sociale e culturale, sembra opportuno organizzare i lavori di questo gruppo in due sezioni, dedicate rispettivamente ai problemi dei giovani adulti e a quelli della maturità. Nel primo caso, si tratta di analizzare  i difficili percorsi dell’emancipazione dalla famiglia d’origine, nella pressoché totale assenza  di politiche di accompagnamento all’autonomia  (leggasi  lavoro, abitazione, facilitazioni nella costruzione di nuovi nuclei , sostegni alla genitorialità ...).  Nel secondo caso, la maturità dovrebbe individuare l’età dell’assunzione di nuove  e determinanti responsabilità, dall’ambito professionale a quello famigliare e sociale. In realtà, per un crescente numero di soggetti non solo tale condizione appare, più che mai nel nostro paese, irrimediabilmente procrastinata nel tempo, ma in uno scenario di crisi la maturità segna troppo spesso  l’ingresso in nuove forme di precarietà e vulnerabilità sociale, tanto  che, non di rado,  la linea di confine con le cosiddette nuove povertà appare quanto mai sfumata.

Su queste dinamiche si innestano poi  le differenze di genere, con un’iniqua distribuzione delle opportunità di lavoro e di reddito, di crescita professionale e di carriera a danno delle giovani donne. Se ne origina una progressiva  marginalizzazione ed esclusione anche dai ruoli dirigenziali e di governo.  Resta il fatto che, perfino in età matura, non solo le donne non vedono in alcun modo apprezzato il valore economico e sociale del proprio apporto lavorativo e professionale, ma meno che mai vedono riconosciuto il lavoro di cura a beneficio dei componenti non ancora o non più autosufficienti del proprio nucleo famigliare,‘per naturale vocazione’ loro attribuito in una secolare divisione del lavoro tra i sessi .

Si comprende pertanto come, alla luce dei processi  pur sommariamente richiamati, i modelli e le strategie famigliari (come pure le scelte di procreazione) tendano oltre modo a differenziarsi,con sensibili effetti di  rinvio  e di vera e propria rinuncia o rimozione, in una prospettiva di lungo periodo,  e con innegabili ricadute sul piano della salute intesa come  autentico benessere fisico e psichico. Va da sé che la maggiore  pressione  dei problemi è a carico dei nuclei monogenitoriali, senza peraltro trascurare tutte le difficoltà delle persone che, per necessità o per scelta, vivono sole.


Documentazione



Attività




 



Responsabile: Annamaria Fantauzzi

Componenti del gruppo di lavoro:
   

Confederazione Italiana per la Promozione della Salute e l'Educazione Sanitaria
Via Sant'Agostino, 20 - 10122 Torino - Tel. 0114310762 - FAX 0114310768 - e-mail  cipes@cipespiemonte.it