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Il consumatore, negli ultimi tempi, è sempre più disorientato;
da un lato sente parlare
di qualità, di sicurezza, di garanzie, di controlli;
dall’altro scopre, sovente, sofisticazioni, frodi alimentari, utilizzo di estrogeni e mangimi vietati,
residui di diossina nei polli ecc. ecc.
Occorre quindi ristabilire la fiducia del consumatore,
e poi cercare di mantenerla.
Occorre perciò garantire sicurezza e qualità negli alimenti.
Ma cosa vogliono dire sicurezza e qualità ?
Un termine comune di sicurezza è che
un alimento non deve provocare danni e non avere in se
il rischio di produrre inconvenienti alla salute.
Ma per “sicurezza”
non significa solamente limitarsi
alla sola sicurezza igienica, fisica, chimica, o biologica,
si deve anche fare in modo di
assicurare quella nutrizionale,
cioè assicurare l’assunzione di sostanze nutritive essenziali
e nel contempo evitare effetti nocivi per la salute,
tra cui anche effetti anti-nutritivi.
Vediamo quali sono i fattori della sicurezza,
che sono anche fattori di qualità.
1.Condizioni IGIENICO-SANITARIE
Esse devono essere garantite in tutte le fasi:
produzione, trasformazione, conservazione, distribuzione, ristorazione.
Vi è certamente più sicurezza nelle grandi e medie aziende, che applicano scrupolosamente le norme di autocontrollo (HACCP) e delegano ad altri, alcuni controlli esterni; meno nelle piccole, nella ristorazione pubblica, nelle mense, in casa.
Il pericolo maggiore viene proprio dalla nostra cucina.
Spesso avvengono interruzioni della catena del freddo,uso improprio di alcuni alimenti, uso di contenitori inadatti, contaminazioni da contatto ecc. ecc.
2. Metodi di PRODUZIONE
Occorrerebbe arrivare ad avere solo allevamenti estensivi,utilizzo di mangimi controllati,coltivazioni con metodi di lotta integrata o biologica,procedimenti artigianali di trasformazione,prodotti DOC, DOCG, DOP, IGP e Prodotti Tradizionali o prodotti con precisi disciplinari.
Occorrono produzioni che rispettino sempre l’ambiente, il benessere animale e le condizioni di lavoro.
3. Assenza di CONTAMINANTI e RESIDUI INDESIDERATI
Intendiamo assenza completa di: medicinali veterinari, pesticidi, fitofarmaci, p.c.b., o.g.m., metalli pesanti, contaminazione ambientale ecc. ecc.e di tutti gli additivi chimici.
4. Caratteristiche NUTRIZIONALI
Qui esiste una netta separazione tra grande produzione industriale e produzione artigianale.
Questo è il punto dolente della sicurezza nutrizionale.
Talvolta nella grande Industria, la qualità degli elementi utilizzati, l’utilizzo di grassi ed oli di basso costo, di scarti di lavorazioni o sottoprodotti, l’utilizzo sempre più massiccio di additivi chimici,
aromatizzanti, coloranti, addensanti, coadiuvanti tecnologici, rendono la sicurezza nutrizionale molto precaria.
5. ETICHETTATURA
Questo è un altro punto dolente.
Per ristabilire la fiducia del consumatore, occorre un’etichettatura completa di tutta la filiera in modo da far conoscere e riconoscere i prodotti, e poter permettere scelte consapevoli.
Occorre conoscere pertanto la composizione completa di tutti gli ingredienti, i metodi di lavorazione, di conservazione e l’uso più idoneo.
Nella nostra Provincia abbiamo una notevole quantità di prodotti validi e sicuri, ma non li conosciamo e non li possiamo conoscere.
Alcuni nostri produttori di ottime mele continuano a inscatolarle in cassette con la scritta “MELE DEL TRENTINO ! ), e qui da noi non si trovano. Occorrerebbero, in mancanza di normative, etichettature volontarie.
Stanno nascendo giustamente molti consorzi a garanzia e tutela del consumatore (Creso, Carni qualità ecc.), ma purtroppo sono solo parole; continuano a non esserci la tracciabilità e controlli effettuati da enti esterni.
6. ANALISI e CONTROLLI
I controlli eseguiti dalle aziende e gli autocontrolli sono senza dubbio efficaci e sufficienti.
I controlli della Sanità pubblica sono invece, insufficienti; se ne fanno troppo pochi specie in alcuni settori (in tutto il 2000, in tutta l’ASL 15, sono stati controllati una cinquantina di prodotti di tutta la frutta e verdura circolante ! ).
Il numero di laboratori è troppo limitato.
Vi sono in uso pesticidi ancora non del tutto valutati o addirittura sconosciuti dalla Sanità pubblica.
Occorrerebbe anche poter valutare il rischio dell’assunzione per lungo tempo e da sommatoria di pesticidi e di additivi.
Anche per quanto riguarda l’uso di estrogeni, ne conosciamo solo una parte; consideriamo inoltre che alcuni allevatori utilizzano cocktail di più sostanze, tutte al minimo consentito.
Nelle carni bovine, occorre più chiarezza sulle differenze esistenti fra la carne piemontese e la razza piemontese.
Oggi c’è ancora troppa confusione !
7 .INFORMAZIONE al CONSUMATORE
Occorrono informazioni più dettagliate sulla dieta equilibrata, sulla qualità dei prodotti e sugli ingredienti.
Purtroppo i mass-media non aiutano:
sono troppo condizionati da scoop o dalla perdita di pubblicità
da parte della grande Industria.
Occorrerebbe anche conoscere sempre gli esiti di tutti i controlli effettuati.
La certezza dei controlli e conoscerne i risultati, è fondamentale.
Il consumatore deve essere riconosciuto come parte interessata,
a tutti gli effetti, non solo quando deve consumare !
Occorrerebbe anche più informazione su quella parte di popolazione più a rischio come donne in gravidanza, bambini in tenera età,anziani, persone con intolleranze alimentari, allergie, o sensibilità a qualche ingrediente.
8 .PREZZO
Anche il prezzo deve essere determinante nelle scelte del consumatore; un prezzo troppo basso è sicuramente indice di bassa qualità e sicurezza.
Infine, per arrivare alla “QUALITA’ TOTALE”,
concorrono ancora due fattori:
9. Caratteristiche ORGANOLETTICHE
L’aspetto del prodotto, il gusto, l’odore, il colore, la consistenza, la palatabilità, sono elementi determinanti per la qualità di un prodotto.
Queste qualità sono spesso presenti anche in prodotti industriali, molto appetibili, ma con poche qualità nutrizionali, rendendone difficile la distinzione.
10. TRADIZIONI e DIVERSITA’
Occorre valorizzare sempre le tradizioni, riscoprire la cucina popolare ed esaltare le diversità; occorre lottare contro l’omologazione di tutto; purtroppo troppi produttori non vogliono che i prodotti vengano differenziati; verrebbero facilmente riconosciuti e penalizzati.
Chiediamo ai legislatori
- una legge che imponga in etichetta, l’elenco di tutti gli
ingredienti.
- una legge che obblighi i produttori di prodotti ortofrutticoli a
dichiarare la provenienza ed il metodo di coltivazione.
- una legge che imponga, come avviene per i grassi di origine
animale,
- la stessa procedura di riconoscimento anche per quelli di origine
vegetale.
- prescrizioni igienico-sanitarie anche per i prodotti vegetali, ora
piuttosto carenti.
- aggiornare l’elenco di tutti gli additivi.
- un riesame di tutti i pesticidi esistenti.
- fissare limiti per tutte le combinazioni pesticida/prodotto.
- vietare i contratti di SOCCIDA per gli allevatori.
- il divieto d’uso di tutti gli antibiotici utilizzati come fattori
favorevoli della crescita.
- valutare i rischi di tutti gli integratori e gli alimenti dietetici, con
una normativa più restrittiva.
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