Regione Piemonte Piano Sanitario della Regione Piemonte per il triennio 97-99
  Il livello di salute, negli ultimi 50 anni, è aumentato più che in ogni altro periodo a seguito dei risultati della ricerca scientifica, della scoperta di nuovi farmaci, della crescita culturale della popolazione, di una migliore organizzazione dei serviz i, del soddisfacimento di alcuni bisogni primari: alimentazione abitazione, ecc...
Nello stesso tempo, particolarmente nell' ultimo periodo, effetti opposti si sono manifestati a causa della modificazione del rapporto ambiente-uomo-attività produttive, del trasferimento tra paesi diversi delle materie prime e dei prodotti, dei processi migratori per lavoro o per turismo.
I problemi sanitari, che possono incidere negativamente sui livelli di salute, vanno quindi affrontati e risolti in loco prima che possano diffondersi in campo nazionale o internazionale.
Per questo gli interventi di promozione e di educazione alla salute si sono estesi dalle tradizionali attività igienistiche alle più generali condizioni di vita e di lavoro, al rapporto con l' ambiente.
Per questo assumono un ruolo crescente le risoluzioni dell' OMS ed in particolare " LA CARTA DI OTTAWA" DEL 1986 dalla quale emergono le tre attività essenziali nella promozione della salute:

- sostegno alla causa della salute: le azioni degli operatori sanitari e delle altre figure che hanno una autorevolezza percepita in tema di salute, destinate ad influenzare le decisioni e le azioni delle comunità e dei governi che amministrano le risorse che influenzano la salute;

- mettere in grado tutte le persone, uomini e donne, di realizzare appieno il loro potenziale di salute, assicurando loro pari opportunità e risorse;

- mediare: la salute e i suoi prerequisiti non possono essere garantiti solo dal settore sanitario; anzi è più importante un' azione intersettoriale e coordinata tra i governi, il settore sanitario e gli altri settori sociali ed economici, le organizzazioni non governative e di volontariato, le autorità locali, l' industria, i media, gli individui, le famiglie e le comunità.

I gruppi professionali e sociali ed il personale sanitario hanno una responsabilità maggiore nel mediare tra i diversi interessi della società per il raggiungimento della salute.
Le strategie e i programmi di promozione della salute dovrebbero essere adattati ai bisogni locali ed alle possibilità delle singole regioni, in modo da tenere conto dei diversi sistemi sociali, culturali ed economici.
La Carta di Ottawa ha identificate le cinque azioni strategiche per promuovere la salute:

1 - costruire una politica pubblica per la salute;
2 - creare ambienti favorevoli;
3 - rafforzare l' azione comunitaria;
4 - sviluppare capacità personali;
5 - riorientare i servizi sanitari.

Dalla Carta di Ottawa partono le campagne indette dall' OMS, particolarmente dalle sue articolazioni "Regionali" :

- "Salute per tutti negli anni 2000", ed i 34 obiettivi dell' Ufficio Europeo dell' OMS;
- "Città sane" ;
- "Scuole che promuovono salute"
- "Ospedali che promuovono salute"

In questo contesto la "promozione e l' educazione alla salute" assume una rilevanza strategica in quanto non accetta passivamente gli effetti negativi delle trasformazioni.
Si pone l' obiettivo di modificare non solo i comportamenti individuali ma anche quelli collettivi, quelli che producono conseguenze negative sui livelli di salute, di modificazione impropria della domanda dei servizi e quindi di una loro riorganizzazione (alimentazione, uso corretto del farmaco ecc.).
Tali obiettivi possono essere raggiunti anche attraverso una stretta collaborazione con gli EE.LL., in particolare con le Amministrazioni Provinciali con le quali vengono previsti appositi accordi di programma, proprio perchè l'attività di promozione e di educazione alla salute è intersettoriale e quindi anche fuori dalle strette competenze della sanità.
Gli obiettivi possono essere così schematizzati:

a) collocazione dell' attività di promozione ed educazione alla salute nell' Assessorato Regionale alla Sanità.
b) presenza di apposita area di attività "promozione ed educazione alla salute" nell' ambito della futura Agenzia Regionale per i Servizi Sanitari.
c) collocazione dell' attività di Promozione ed educazione alla salute nelle Aziende Sanitarie Locali e Aziende Ospedaliere, prevedendo un referente per ogni Azienda e, per le ASL, un referente anche per ogni distretto. In particolare, costituisce obiettivo per ogni ASL l'avvio di almeno un progetto di promozione ed educazione alla salute, coerente con la programmazione regionale, nell' arco di validità del PSR 1997/99.

Con apposito atto da emanarsi successivamente, la Giunta Regionale definisce il modello organizzativo, i compiti, le risorse destinate, l' articolazione all' interno dei distretti dell' attività0 di promozione ed educazione alla salute.
PresentazioneTesto della legge regionaleALLEGATO A Gli strumentiALLEGATO B Aree di intervento sanitarioALLEGATO C Aree di intervento sanitario a rilievo socio-assistenzialeSchemi e tabellePag. seguente

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