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Il livello di salute, negli ultimi
50 anni, è aumentato più che in ogni altro periodo a
seguito dei risultati della ricerca scientifica, della
scoperta di nuovi farmaci, della crescita culturale della
popolazione, di una migliore organizzazione dei serviz i,
del soddisfacimento di alcuni bisogni primari:
alimentazione abitazione, ecc...
Nello stesso tempo, particolarmente nell' ultimo periodo,
effetti opposti si sono manifestati a causa della
modificazione del rapporto ambiente-uomo-attività
produttive, del trasferimento tra paesi diversi delle
materie prime e dei prodotti, dei processi migratori per
lavoro o per turismo.
I problemi sanitari, che possono incidere negativamente
sui livelli di salute, vanno quindi affrontati e risolti
in loco prima che possano diffondersi in campo nazionale
o internazionale.
Per questo gli interventi di promozione e di educazione
alla salute si sono estesi dalle tradizionali attività
igienistiche alle più generali condizioni di vita e di
lavoro, al rapporto con l' ambiente.
Per questo assumono un ruolo crescente le risoluzioni
dell' OMS ed in particolare " LA CARTA DI
OTTAWA" DEL 1986 dalla quale emergono le tre
attività essenziali nella promozione della salute:
- sostegno alla causa della salute: le azioni degli
operatori sanitari e delle altre figure che hanno una
autorevolezza percepita in tema di salute, destinate ad
influenzare le decisioni e le azioni delle comunità e
dei governi che amministrano le risorse che influenzano
la salute;
- mettere in grado tutte le persone, uomini e donne, di
realizzare appieno il loro potenziale di salute,
assicurando loro pari opportunità e risorse;
- mediare: la salute e i suoi prerequisiti non possono
essere garantiti solo dal settore sanitario; anzi è più
importante un' azione intersettoriale e coordinata tra i
governi, il settore sanitario e gli altri settori sociali
ed economici, le organizzazioni non governative e di
volontariato, le autorità locali, l' industria, i media,
gli individui, le famiglie e le comunità.
I gruppi professionali e sociali ed il personale
sanitario hanno una responsabilità maggiore nel mediare
tra i diversi interessi della società per il
raggiungimento della salute.
Le strategie e i programmi di promozione della salute
dovrebbero essere adattati ai bisogni locali ed alle
possibilità delle singole regioni, in modo da tenere
conto dei diversi sistemi sociali, culturali ed
economici.
La Carta di Ottawa ha identificate le cinque azioni
strategiche per promuovere la salute:
1 - costruire una politica pubblica per la salute;
2 - creare ambienti favorevoli;
3 - rafforzare l' azione comunitaria;
4 - sviluppare capacità personali;
5 - riorientare i servizi sanitari.
Dalla Carta di Ottawa partono le campagne indette dall'
OMS, particolarmente dalle sue articolazioni
"Regionali" :
- "Salute per tutti negli anni 2000", ed i 34
obiettivi dell' Ufficio Europeo dell' OMS;
- "Città sane" ;
- "Scuole che promuovono salute"
- "Ospedali che promuovono salute"
In questo contesto la "promozione e l' educazione
alla salute" assume una rilevanza strategica in
quanto non accetta passivamente gli effetti negativi
delle trasformazioni.
Si pone l' obiettivo di modificare non solo i
comportamenti individuali ma anche quelli collettivi,
quelli che producono conseguenze negative sui livelli di
salute, di modificazione impropria della domanda dei
servizi e quindi di una loro riorganizzazione
(alimentazione, uso corretto del farmaco ecc.).
Tali obiettivi possono essere raggiunti anche attraverso
una stretta collaborazione con gli EE.LL., in particolare
con le Amministrazioni Provinciali con le quali vengono
previsti appositi accordi di programma, proprio perchè
l'attività di promozione e di educazione alla salute è
intersettoriale e quindi anche fuori dalle strette
competenze della sanità.
Gli obiettivi possono essere così schematizzati:
a) collocazione dell' attività di promozione ed
educazione alla salute nell' Assessorato Regionale alla
Sanità.
b) presenza di apposita area di attività
"promozione ed educazione alla salute" nell'
ambito della futura Agenzia Regionale per i Servizi
Sanitari.
c) collocazione dell' attività di Promozione ed
educazione alla salute nelle Aziende Sanitarie Locali e
Aziende Ospedaliere, prevedendo un referente per ogni
Azienda e, per le ASL, un referente anche per ogni
distretto. In particolare, costituisce obiettivo per ogni
ASL l'avvio di almeno un progetto di promozione ed
educazione alla salute, coerente con la programmazione
regionale, nell' arco di validità del PSR 1997/99.
Con apposito atto da emanarsi successivamente, la Giunta
Regionale definisce il modello organizzativo, i compiti,
le risorse destinate, l' articolazione all' interno dei
distretti dell' attività0 di promozione ed educazione
alla salute. |
       


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