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Situazione attuale La prevenzione ed il trattamento delluremia cronica hanno avuto in Piemonte uno sviluppo razionale, basato su conoscenze analitiche e puntuali della realtà operativa e dei fabbisogni, consentite da un Registro regionale, il primo operante in Europa sulla totalità dei Centri e dei pazienti di una intera regione. Il risultato è rappresentato da una rete di 22 U.O. di nefrologia e dialisi alcune delle quali a conduzione universitaria che hanno permesso:
Obiettivi In tale contesto, si evidenziano i seguenti obiettivi di maggior rilievo:
Organizzazione
Le U.O. ospedaliere di nefrologia e dialisi devono proseguire il processo già avviato di informatizzazione della gestione, di collegamenti informatici e di teledialisi. Devono inoltre disporre di un numero di posti letto di degenza ordinaria dimensionato al fabbisogno. Lo sviluppo delle attività dialitiche deve tener conto della crescente anzianità dei pazienti, della loro concentrazione in alcune zone e della dimensione del territorio di competenza di ogni unità operativa. Deve essere attivato un ambulatorio di dialisi ad assistenza limitata nelle zone ove risieda un congruo numero di pazienti con lindicazione alla dialisi a partecipazione attiva, preferibilmente non inferiore a 12. In considerazione dellalta percentuale di pazienti anziani in trattamento dialitico, il decentramento delle attività di dialisi viene realizzato anche attraverso listituzione di ambulatori presso residenze per anziani, aggregati alle U.O. ospedaliere di nefrologia e dialisi. Le spese inerenti il trasferimento al Centro Dialisi continuano ad essere a carico del S.S.R. secondo le modalità tuttora in atto. In particolare per i pazienti non autosufficienti lAzienda competente in base alla residenza dellassistito assicura il servizio di trasporto, avvalendosi, ove possibile delle organizzazioni di volontariato. B) Attività di trapianto renale Tutte le U.O. ospedaliere di nefrologia e dialisi assicurano, anche mediante collegamenti informatici, la documentazione clinica e la preparazione degli uremici cronici che intendono iscriversi al programma di trapianto renale, nonchè lassistenza ai soggetti trapiantati dopo la dimissione dal Centro Trapianti. Inoltre assicurano la consulenza nefrologica per la valutazione della funzionalità renale dei soggetti in stato di morte cerebrale, al fine del prelievo di reni per il trapianto. In considerazione della necessità di ampliare lattività di trapianto renale, viene attivato un secondo Centro Trapianti renali presso lAzienda Ospedaliera Maggiore della Carità di Novara, che dispone dei necessari servizi specialistici e svolge un intensa attività di prelievo. Le U.O. di nefrologia e dialisi delle Aziende Ospedaliere San Giovanni Battista di Torino e Maggiore della Carità di Novara concorrono direttamente, con apposito organico ed idonee strutture, alle attività di trapianto renale mediante lassistenza medica ai pazienti pre e post-trapianto. In relazione alle esigenze, proseguono i programmi di aggiornamento del personale medico, infermieristico e tecnico delle U.O. di nefrologia e dialisi e dei Centri di Trapianto renale, anche attraverso la collaborazione dellUniversità, nonchè lattività di informazione e di educazione sanitaria della popolazione sia per la prevenzione ed il trattamento delle nefropatie, che per incentivare i prelievi di organi da cadavere a scopo di trapianto terapeutico. Vengono facilitate dallAssessorato alla Sanità le riunioni di coordinamento a livello interzonale e regionale degli operatori delle U.O. di nefrologia e dialisi per il confronto e la verifica periodica delle esperienze e per lomogeinizzazione dei protocolli di intervento. La rete delle unità operative ospedaliere di nefrologia e dialisi Nella Regione Piemonte il pieno trattamento dialitico è stato assicurato a partire dal 1976 (deliberazione del Consiglio Regionale 28.9.1976 n. 108-6534) dalla responsabilizzazione di ogni unità operativa di nefrologia e dialisi nei confronti dei residenti nel territorio di competenza. Lattribuzione di una precisa competenza territoriale per ogni unità operativa si è rivelata efficace e dovrebbe pertanto essere mantenuta nellattuale programmazione per non smantellare lorganizzazione in atto e compromettere la politica di deospedalizzazione. Tuttavia, in considerazione del nuovo assetto territoriale delle ASL, è necessario tendere alla realizzazione di una rete in base alla quale la funzione ospedaliera di nefrologia e dialisi sia presente in ognuno dei 22 ambiti territoriali coincidenti con le ASL. Pertanto, anche se gradualmente nel corso del triennio, la competenza territoriale coincide con lambito di ogni ASL in cui è attiva lunità operativa ospedaliera di nefrologia e dialisi, in base al piano di attuazione predisposto dalle Aziende ed approvato dalla Giunta Regionale con lintesa di programma. Lattuale assetto e quello programmato sono rappresentati nelle tabelle 1 e 2. Nelle 3 ASL (7, 17 e 22) in cui lunità operativa di nefrologia e dialisi non è ancora attivata, la fase transitoria può essere gestita attraverso listituzione di una unità modulare, funzionalmente collegata allunità operativa autonoma di attuale riferimento, che gestisce in loco i casi di maggior complessità. Tabella 39 - La rete delle unità operative di nefrologia e dialisi - assetto attuale Tabella 40 - La rete delle unità operative di nefrologia e dialisi - assetto programmato Tabella 41 - Uremici cronici in trattamento dialitico nel Piemonte al 31/12/95 Tabella 42 - Movimenti di pazienti nei centri dialisi nel 1995 - Aggiornamento al 31/12/1995 |
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