Regione Piemonte

Piano Sanitario della Regione Piemonte per il triennio 97-99
 

Situazione attuale

La prevenzione ed il trattamento dell’uremia cronica hanno avuto in Piemonte uno sviluppo razionale, basato su conoscenze analitiche e puntuali della realtà operativa e dei fabbisogni, consentite da un Registro regionale, il primo operante in Europa sulla totalità dei Centri e dei pazienti di una intera regione.

Il risultato è rappresentato da una rete di 22 U.O. di nefrologia e dialisi alcune delle quali a conduzione universitaria che hanno permesso:

  1. di sviluppare interventi di prevenzione, diagnosi e cura delle nefropatie, uniformemente distribuiti su tutto il territorio;
  2. di mantenere il pieno trattamento dialitico dell’uremia cronica nonostante un incremento dei nuovi casi ammessi in dialisi che in 5 anni, è stato del 20%, ed ha raggiunto nel 1995 i 119 pazienti per milione di abitanti. Questi risultati sono stati ottenuti con trattamenti differenziati, finalizzati ad offrire a ciascun paziente la terapia più adatta alle sue necessità cliniche, psico-attitudinali e socio-ambientali, ma anche la più decentrata ed economica;
  3. di portare l’attività di trapianto renale ai migliori livelli quantitativi italiani (26 trapianti per anno per milione di abitanti, valori prossimi a quelli medi dell’Europa Comunitaria), con risultati qualitativi corrispondenti a quelli delle migliori casistiche.

Obiettivi

In tale contesto, si evidenziano i seguenti obiettivi di maggior rilievo:

  1. aggiornare le conoscenze sull’epidemiologia delle malattie renali, anche in rapporto alla modificazione delle patologie e delle caratteristiche cliniche e anagrafiche della popolazione;
  2. proseguire il processo di sviluppo degli interventi preventivi e di diagnosi precoce, con particolare riguardo alle patologie emergenti: nefroangiosclerotiche, diabetiche e autoimmuni;
  3. ampliare il Registro regionale con informazioni relative ai pazienti affetti da insufficienza renale avanzata in trattamento dietetico conservativo;
  4. mantenere il pieno trattamento mirando anche al miglioramento della qualità di vita degli uremici cronici;
  5. adeguare la rete e la potenzialità dei servizi in sintonia con le crescenti necessità;
  6. incrementare le attività di prelievo e trapianto renale;
  7. definire standard di qualità dei trattamenti, finalizzati alla onogeneizzazione dei livelli delle prestazioni.
  8. sviluppare lo screening ecografico per la prevenzione delle nefro-uropatie uremizzanti.

 

Organizzazione

  1. Attività di prevenzione, di nefrologia e di dialisi

E’ competenza dell’U.O. ospedaliera di Nefrologia e Dialisi di assicurare:

  1. le attività di prevenzione e di diagnosi, anche con ambulatori nefrologici decentrati, sviluppando rapporti di collaborazione con gli altri presidi sanitari specialistici e di base (poliambulatori, medici di famiglia, ecc...);
  2. i ricoveri ordinari e mediante day-hospital;
  3. il trattamento dialitico più consono alle necessità cliniche ed attitudinali individuali a tutti i pazienti di competenza territoriale, mediante l’attivazione delle diverse metodiche sostitutive, tenendo altresì presenti le esigenze di economicità e di decentramento. La competenza territoriale delle U.O. ospedaliere di Nefrologia e Dialisi è quella indicata nell’allegato;
  4. l’addestramento dei pazienti alla dialisi a partecipazione attiva;
  5. l’organizzazione della rete dei servizi dialitici sui seguenti livelli:
  • centri ospedalieri ad elevata assistenza, collocati nella stessa sede della degenza nefrologica e degli altri servizi intensivi, finalizzati al trattamento dialitico dei pazienti di particolare complessità;
  • strutture di dialisi ad assistenza limitata, finalizzate al trattamento di pazienti addestrati alla partecipazione attiva, che di norma non richiedono la presenza di personale medico; in particolari condizioni cliniche e logistiche l’U.O. ospedaliera di nefrologia e dialisi di competenza può disporre per alcuni turni la presenza del nefrologo;
  • attività di dialisi domiciliare, sia extra-corporea sia peritoneale.
  1. l’incremento della percentuale dei trattati con dialisi a partecipazione attiva, almeno fino al 50% del totale.

Le U.O. ospedaliere di nefrologia e dialisi devono proseguire il processo già avviato di informatizzazione della gestione, di collegamenti informatici e di teledialisi. Devono inoltre disporre di un numero di posti letto di degenza ordinaria dimensionato al fabbisogno.

Lo sviluppo delle attività dialitiche deve tener conto della crescente anzianità dei pazienti, della loro concentrazione in alcune zone e della dimensione del territorio di competenza di ogni unità operativa.

Deve essere attivato un ambulatorio di dialisi ad assistenza limitata nelle zone ove risieda un congruo numero di pazienti con l’indicazione alla dialisi a partecipazione attiva, preferibilmente non inferiore a 12.

In considerazione dell’alta percentuale di pazienti anziani in trattamento dialitico, il decentramento delle attività di dialisi viene realizzato anche attraverso l’istituzione di ambulatori presso residenze per anziani, aggregati alle U.O. ospedaliere di nefrologia e dialisi.

Le spese inerenti il trasferimento al Centro Dialisi continuano ad essere a carico del S.S.R. secondo le modalità tuttora in atto. In particolare per i pazienti non autosufficienti l’Azienda competente in base alla residenza dell’assistito assicura il servizio di trasporto, avvalendosi, ove possibile delle organizzazioni di volontariato.

B) Attività di trapianto renale

Tutte le U.O. ospedaliere di nefrologia e dialisi assicurano, anche mediante collegamenti informatici, la documentazione clinica e la preparazione degli uremici cronici che intendono iscriversi al programma di trapianto renale, nonchè l’assistenza ai soggetti trapiantati dopo la dimissione dal Centro Trapianti.

Inoltre assicurano la consulenza nefrologica per la valutazione della funzionalità renale dei soggetti in stato di morte cerebrale, al fine del prelievo di reni per il trapianto.

In considerazione della necessità di ampliare l’attività di trapianto renale, viene attivato un secondo Centro Trapianti renali presso l’Azienda Ospedaliera Maggiore della Carità di Novara, che dispone dei necessari servizi specialistici e svolge un intensa attività di prelievo.

Le U.O. di nefrologia e dialisi delle Aziende Ospedaliere San Giovanni Battista di Torino e Maggiore della Carità di Novara concorrono direttamente, con apposito organico ed idonee strutture, alle attività di trapianto renale mediante l’assistenza medica ai pazienti pre e post-trapianto.

In relazione alle esigenze, proseguono i programmi di aggiornamento del personale medico, infermieristico e tecnico delle U.O. di nefrologia e dialisi e dei Centri di Trapianto renale, anche attraverso la collaborazione dell’Università, nonchè l’attività di informazione e di educazione sanitaria della popolazione sia per la prevenzione ed il trattamento delle nefropatie, che per incentivare i prelievi di organi da cadavere a scopo di trapianto terapeutico.

Vengono facilitate dall’Assessorato alla Sanità le riunioni di coordinamento a livello interzonale e regionale degli operatori delle U.O. di nefrologia e dialisi per il confronto e la verifica periodica delle esperienze e per l’omogeinizzazione dei protocolli di intervento.

La rete delle unità operative ospedaliere di nefrologia e dialisi

Nella Regione Piemonte il pieno trattamento dialitico è stato assicurato a partire dal 1976 (deliberazione del Consiglio Regionale 28.9.1976 n. 108-6534) dalla responsabilizzazione di ogni unità operativa di nefrologia e dialisi nei confronti dei residenti nel territorio di competenza.

L’attribuzione di una precisa competenza territoriale per ogni unità operativa si è rivelata efficace e dovrebbe pertanto essere mantenuta nell’attuale programmazione per non smantellare l’organizzazione in atto e compromettere la politica di deospedalizzazione.

Tuttavia, in considerazione del nuovo assetto territoriale delle ASL, è necessario tendere alla realizzazione di una rete in base alla quale la funzione ospedaliera di nefrologia e dialisi sia presente in ognuno dei 22 ambiti territoriali coincidenti con le ASL.

Pertanto, anche se gradualmente nel corso del triennio, la competenza territoriale coincide con l’ambito di ogni ASL in cui è attiva l’unità operativa ospedaliera di nefrologia e dialisi, in base al piano di attuazione predisposto dalle Aziende ed approvato dalla Giunta Regionale con l’intesa di programma.

L’attuale assetto e quello programmato sono rappresentati nelle tabelle 1 e 2.

Nelle 3 ASL (7, 17 e 22) in cui l’unità operativa di nefrologia e dialisi non è ancora attivata, la fase transitoria può essere gestita attraverso l’istituzione di una unità modulare, funzionalmente collegata all’unità operativa autonoma di attuale riferimento, che gestisce in loco i casi di maggior complessità.

Tabella 39 - La rete delle unità operative di nefrologia e dialisi - assetto attuale

Tabella 40 - La rete delle unità operative di nefrologia e dialisi - assetto programmato

Tabella 41 - Uremici cronici in trattamento dialitico nel Piemonte al 31/12/95

Tabella 42 - Movimenti di pazienti nei centri dialisi nel 1995 - Aggiornamento al 31/12/1995

PresentazioneTesto della legge regionaleALLEGATO A Gli strumentiALLEGATO B Aree di intervento sanitarioALLEGATO C Aree di intervento sanitario a rilievo socio-assistenzialeSchemi e tabellePag. seguente

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