Regione Piemonte Piano Sanitario della Regione Piemonte per il triennio 97-99
  La situazione attuale

La situazione attuale è caratterizzata dalle seguenti evidenze:

  1. trasformazione e cambiamento del fenomeno tossicodipendenze, connotato dall’aumento tra i giovani di comportamenti d’abuso di nuove sostanze psicoattive e dal numero di casi che permane elevato e con un trend in aumento;
  2. sottovalutazione delle alcooldipendenze e dell’abuso di bevande alcooliche;
  3. inadeguata sinergia tra le iniziative degli enti pubblici e dei soggetti coinvolti, in particolare degli enti ausiliari, e quelle dell’Università e delle Società Scientifiche;
  4. progressiva ottimizzazione del supporto offerto dalle strutture laboratoristi che di farmaco-tossicologia individuate su base regionale e differenziate in laboratorio periferico o di riferimento;
  5. basso investimento nella predisposizione di strategie di intervento mirate a raggiungere la quota di popolazione dipendente che non si rivolge ai servizi;
  6. elevato turn-over degli operatori con conseguente difficoltà a lavorare in èquipe e mancata copertura degli organici così come definiti dai provvedimenti regionali attuativi delle leggi 135/90 e 162/90;
  7. presenza di sedi e di attrezzature inadeguate al carico di lavoro ed ai programmi di intervento;
  8. progressivo perfezionamento della collaborazione tra servizi pubblici ed enti ausiliari;
  9. buoni risultati dei gruppi di lavoro interservizi per l’alcolismo a testimonianza che una formazione adeguata possa consentire la creazione di una rete di servizi a fronte di una riduzione dei ricoveri ospedalieri per patologie alcoolcorrelate;
  10. insufficiente attenzione al problema dipendenze da parte degli amministratori locali per sostenere servizi e programmi adeguati all’evoluzione del fenomeno.

Obiettivi generali

  1. Inversione del trend, attualmente in aumento, del numero di tossicodipendenti;
  2. incremento della percentuale di tossicodipendenti che si rivolgono ai SERT;
  3. aumento delle conoscenze epidemiologiche sull’uso di sostanze psicoattive legali ed illegali e dei fenomeni sociali connessi;
  4. contenimento dell’incidenza e prevalenza dei comportamenti di abuso e delle situazioni di dipendenza;
  5. promozione e protezione della salute psico-fisica dei soggetti e delle famiglie con problemi di dipendenza;
  6. riduzione dei danni all’individuo ed al proprio contesto sociale correlati all’uso di sostanze psicoattive ed in particolare diminuzione della mortalità e delle patologie acute e croniche;
  7. sviluppo delle iniziative di prevenzione ed informazione alcool e droga correlate rivolte alla popolazione e sviluppo della collaborazione con l’Università;
  8. al fine del raggiungimento degli obiettivi del Piano, aumento dell’accessibilità al servizio, secondo quanto previsto dagli articoli 5 e 6 del D.M. 444/1990, nonché sostegno dei progetti già in corso e in via sperimentale, purché compatibili con gli indirizzi generali del Piano, attraverso la pronta accoglienza in ogni SERT ed attraverso l’istituzione su tutto il territorio regionale di Unità di Strada che consentano l’integrazione delle attività dei SERT.

Obiettivi specifici

  1. Monitoraggio continuo del fenomeno da parte della Regione attraverso l’individuazione di un nucleo di valutazione per l’efficacia e l’efficienza dell’attività dei SERT e degli Enti Ausiliari. Con apposito provvedimento, la Giunta Regionale attiva il nucleo e ne fissa compiti ed obiettivi, nel quadro generale della scelta della riduzione del danno quale strategia di fondo, attraverso la stretta correlazione tra interventi sanitari e socio-assistenziali;
  2. realizzare l’utilizzo della cartella clinica regionale, rendere omogenee le modalità di raccolta e registrazione dei dati al fine della costituzione di un sistema informativo regionale;
  3. incrementare i momenti di formazione rivolti agli operatori dei SERT, degli altri presidi socio-sanitari, degli enti ausiliari, del privato sociale e del volontariato, anche per definire indicatori epidemiologici dei fenomeni connessi all’uso di sostanze psicoattive, legali ed illegali. Organizzare e sviluppare momenti d’informazione degli operatori sulle risultanze degli studi epidemiologici e delle attività di ricerca;
  4. attivare interventi differenziati di promozione e tutela della salute rivolti alla popolazione generale ed a fasce specifiche, con particolare riferimento agli interventi sul territorio che favoriscono il contatto con i soggetti tossicodipendenti che non accedono ai servizi;
  5. promuovere il coordinamento tra tutti i soggetti e gli enti coinvolti per realizzare proposte organizzative e programmi integrati di prevenzione e riabilitazione, attraverso la costituzione di un gruppo tecnico-consultivo in cui sono rappresentati anche gli enti ausiliari;
  6. sviluppare attività di formazione, programmazione e ricerca che coinvolgono gli operatori sociali e sanitari in collaborazione con l’Università, con l’obiettivo di individuare il più precocemente possibile le situazioni di disagio correlate all’uso di sostanze psicoattive;
  7. garantire la massima tempestività nell’accoglimento delle situazioni di dipendenza, riorganizzando in tal senso le attività dei servizi;
  8. i soggetti vengono presi in carico dai servizi mediante programmi personalizzati e finalizzati alla riabilitazione ed al reinserimento sociale, valorizzando le risorse del soggetto stesso, quelle del proprio nucleo familiare e quelle del contesto sociale, utilizzando tutti gli strumenti tecnici e metodologici in grado di documentare i risultati. Per quanto riguarda le situazioni di alcooldipendenza è da valorizzare l’attività di riabilitazione anche attraverso interventi residenziali presso comunità il cui numero deve essere incrementato;
  9. tutelare la salute della popolazione extracomunitaria con problemi di dipendenza da sostanze psicoattive legali ed illegali, stimolando e collaborando all’attivazione di risorse integrate all’interno degli stessi gruppi etnici. Prevedere inoltre la presenza di un mediatore culturale formato sui problemi di abuso delle sostanze psicoattive e reperibile presso l’ASL territoriale;
  10. pur ritenendo prioritaria l’azione di prevenzione primaria, è necessario sviluppare interventi che incentivino l’uso di materiale sterile da parte dei soggetti tossicodipendenti e l’attività di counselling mirata a fornire informazioni sui rischi di overdose, sul trattamento della stessa e sulle malattie a trasmissione ematica e sessuale;
  11. migliorare l’assistenza ai tossicodipendenti detenuti mediante una più fattiva collaborazione fra servizi pubblici, enti ausiliari ed altri soggetti che operano all’interno ed all’esterno degli istituti di pena; verificando che venga rispettato il diritto alle cure dei detenuti tossicodipendenti ed in quali istituti di pena siano di fatto indisponibili le terapie metadoniche rimuovendone gli impedimenti;
  12. organizzare il monitoraggio in vivo delle sostanze psicotrope sulla scorta delle iniziative già intraprese in altri Paesi e in altre Regioni italiane;
  13. monitorare l’offerta dei servizi per le tossicodipendenze in atto in altri Paesi europei;
  14. incentivare la creazione di agenzie territoriali sulle tossicodipendenze;
  15. sostenere ed incentivare nelle realtà più a rischio la presenza di ambulatori itineranti con compiti di prevenzione ed informazione primaria nonchè attivare iniziative di sensibilizzazione in sinergia con le prioncipali discoteche presenti sul territorio regionale.

Organizzazione

In ogni ASL è prevista di norma una sola unità operativa autonoma per le tossicodipendenze - SERT.

Al fine di garantire i migliori livelli assistenziali e di decentramento dei servizi sul territorio, l’unità operativa di ogni ASL si articola in più sedi operative sulla base dell’attuale assetto organizzativo.

Per ogni unità operativa è previsto un responsabile di II livello dirigenziale, mentre per ogni sede operativa decentrata è individuato un coordinatore referente.

Il personale medico operante nei SERT è inquadrato nella disciplina medicina delle farmacotossicodipendenze, mantenendo l’anzianità di servizio maturata nei servizi pubblici per le tossicodipendenze.

L’unità operativa autonoma SERT garantisce le prestazioni indicate nel DPR 309/90 e nel DMS 444/90.

Inoltre promuove il coinvolgimento dei presidi socio-sanitari e delle strutture locali, in particolare per le attività di prevenzione e riabilitazione garantendo il coordinamento operativo nel settore.

I SERT operano in collaborazione con:

  1. i servizi delle Aziende Sanitarie ed in particolare:
  • DEA e pronto soccorso per tutti gli interventi sanitari d’urgenza;
  • unità operativa di medicina generale e di neurologia che riservano, in modo continuativo, un posto letto uomini e un posto letto donne ai ricoveri per trattamenti di disassuefazione, avendo cura di scegliere gli spazi più opportuni in relazione all’organizzazione interna;
  • unità operativa di malattie infettive;
  • dipartimento di salute mentale;
  • unità operativa di laboratorio analisi;
  • unità operativa di laboratorio farmaco-tossicologico;
  • medici di medicina generale;
  • servizi distrettuali;
  • educazione socio-sanitaria;
  • dipartimento materno-infantile;
  • servizi di igiene;
  1. risorse del territorio:
  • servizi socio-assistenziali;
  • enti ausiliari;
  • privato sociale, volontariato, associazionismo ed altri soggetti o enti coinvolti.

In relazione alla modificazione del fenomeno ed alla diffusione dell’HIV, i servizi sviluppano iniziative rivolte alla limitazione del danno.

Gli interventi a favore degli alcooldipendenti vengono garantiti in ogni ASL mediante i gruppi di lavoro interservizi per l’alcolismo, nominati dal Direttore Sanitario.

Sono previste a livello regionale ed interaziendale riunioni di coordinamento dei responsabili, dei coordinatori e degli operatori, sia delle tossicodipendenze che delle alcooldipendenze, nonchè i responsabili dei servizi, delle unità operative e dei dipartimenti che operano in collaborazione con i SERT precedentemente individuati, per confrontare periodicamente attività e risultati, valutare l’andamento del fenomeno, formulare proposte per il miglioramento dei programmi e per rendere omogenee le prestazioni sul territorio regionale. In base alle esperienze positive di alcune realtà locali, ogni ASL predispone programmi coordinati ed integrati di prevenzione e riabilitazione delle situazioni di dipendenza, da realizzarsi a livello propositivo, operativo e politico con il concorso di tutti gli Enti coinvolti.

PresentazioneTesto della legge regionaleALLEGATO A Gli strumentiALLEGATO B Aree di intervento sanitarioALLEGATO C Aree di intervento sanitario a rilievo socio-assistenzialeSchemi e tabelleIndice

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