Questa Sezione vuole tenere costantemente aggiornati sugli sviluppi del progetto di sperimentazione del "Manuale per la valutazione tra pari della qualità dei Servizi di Promozione e Educazione alla Salute delle Aziende Sanitarie".
La "storia" che riguarda il quando e dove, il perché nasce e cosa è il manuale è ampiamente trattata, con rimandi a numerosi documenti, nella sezione "La storia recente ". Per comodità se ne ripropone una breve sintesi lasciando quindi spazio, di volta in volta, alle ultime novità in merito.
Il manuale è lo strumento utilizzato in questo progetto di miglioramento della qualità (MCQ) riguardante i processi legati alla pratica professionale degli operatori che si dedicano ad attività di Promozione ed Educazione alla Salute (PEaS) nelle Aziende Sanitarie.
L'iniziativa è nata nell'ambito della Rete Nazionale dei Valutatori coordinata dallo CSESi (Centro Sperimentale per l'Educazione Sanitaria interuniversitario) dell'Università di Perugia ed ha fatto parte del programma operativo dell' Osservatorio Nazionale per la Promozione della Salute (Direzione Generale Studi, Documentazione Sanitaria e Comunicazione ai cittadini del Ministero della Salute).
Il Manuale è stato realizzato allo scopo di promuovere l'accreditamento professionale tra pari della funzione educazione sanitaria ed è stato proposto ai Referenti Aziendali e di Distretto per l'Educazione Sanitaria ed ai Responsabili degli Uffici Qualità delle Aziende Sanitarie piemontesi.
Nel marzo 2002 la regione Piemonte ha dato il via alla sperimentazione del Manuale nelle aziende sanitarie. Alla fase di addestramento ed impiego del manuale ed alla conseguente individuazione delle criticità, riguardanti gli aspetti professionali ed organizzativi di questa funzione suscettibili di miglioramento, hanno tratto origine progetti di Miglioramento Continuo di Qualità (MCQ) a livello aziendale ed inter-aziendale.
Nei mesi successivi il quadrante di Cuneo ha approfondito, attraverso una indagine estesa a tutte le ASL piemontesi, gli aspetti che riguardano la collocazione organizzativa della funzione educazione sanitaria a partire dall'analisi dell'Atto Aziendale. I risultati di questo lavoro hanno fatto parte della
comunicazione sul Progetto di Sperimentazione del Manuale presentata alla recente Conferenza Nazionale sulla Promozione della Salute di Bolzano (3-5 ottobre 2002)
Dopo gli sforzi e le iniziative portate avanti nel corso del 2002, con la
Determina Regionale n° 166 del 5 giugno 2003 il Piemonte ha introdotto un importante elemento di novità nell'ambito di quanti operano sul versante della promozione ed educazione alla salute nelle ASL piemontesi. Il documento, che contiene le raccomandazioni per sostenere sul piano organizzativo il ruolo e le iniziative di promozione alla salute attuate dalle Aziende Sanitarie, può essere considerato uno dei principali risultati della sperimentazione in Piemonte del Manuale per la valutazione tra pari della qualità dei Servizi di Promozione e Educazione alla Salute delle Aziende Sanitarie.
La determina racchiude e condensa nei dieci punti delle
linee guida allegate, le raccomandazioni rivolte alle Direzioni strategiche delle Aziende Sanitarie per il miglioramento della qualità organizzativa e della pratica professionale della funzione Promozione della Salute attuata da tutti gli operatori sanitari che svolgono questi compiti.
In sintesi, gli aspetti sui quali le linee guida richiamano l'attenzione sono i seguenti:
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vision e mission della promozione della salute nelle ASL;
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azione di supporto strategico nella stesura del piano aziendale per la salute;
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collocazione organizzativa e trasversalità della funzione a tutte le strutture aziendali;
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sviluppo di collegamenti interni tra le strutture (specie con quelle che hanno una particolare valenza strategica in questo campo);
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azione di consulenza, supporto e coordinamento metodologico delle iniziative di promozione della salute promosse dall'azienda;
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formazione degli operatori e adozione di linee guida per la progettazione, attuazione e valutazione degli interventi di promozione della salute sviluppati anche attraverso alleanze e collaborazioni esterne con enti, istituzioni, associazioni e agenzie educative che operano sul versante della salute;
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organigramma e disponibilità di risorse materiali e professionali adeguate;
- i
individuazione di un budget o di analoghe forme di finanziamento delle attività;
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definizione di un sistema premiante che riconosca l'impegno e lo sforzo di tutti gli operatori che partecipano a progetti ed interventi di promozione della salute;
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adesione a obiettivi e programmi di promozione della salute promossi dal livello regionale e dalle reti dell'OMS e attuate attraverso il lavoro di rete.
In quanto tali, queste linee guida, pur senza disconoscere il valore degli sforzi compiuti sino ad oggi ai vari livelli, rappresentano un prezioso strumento di orientamento e una straordinaria opportunità per compiere significativi passi in avanti nel consolidare e rafforzare ruolo e visibilità di quanti operano in questo settore e per favorire lo sviluppo e l'attuazione di quei processi innovativi sul versante della tutela della salute che sono l'anima della Promozione della Salute: educazione dei singoli, coinvolgimento della comunità, assunzione di responsabilità da parte di tutti gli attori, istituzionali e non, sanitari e di altri settori, per lo sviluppo di politiche pubbliche e di azioni che mettano al centro il cittadino, nei suoi diversi ambienti di vita, e che tengano conto dell'impatto dei determinanti della salute sulla qualità della vita.